SPA e l’economia circolare

 

IL RICICLO DEI RIFIUTI DA SPAZZAMENTO STRADALE

SPA srl partecipa alla filiera del riciclo dei rifiuti, contribuendo allo sviluppo dell’economia circolare.

Nel 2023 SPA srl ha ritirato oltre 47.000 ton di rifiuti, di cui quasi il 98% lavorati, con produzione di 19.000 ton di MPS e più di 23.000 ton di rifiuti avviati a recupero.

Tratto da “L’Italia del Riciclo 2021” (Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile)

I rifiuti da spazzamento stradale (CER 200303) sono rifiuti differenziati, essendo raccolti mediante le autospazzatrici separatamente dagli altri Rifiuti Solidi Urbani.

Dal Rapporto ISPRA sui Rifiuti Urbani, Edizione 2023 si evince che:

  • dal 2020 al 2023 c’è stato un aumento di circa 80.000 t/anno di rifiuti da spazzamento stradale avviati a recupero, per un totale di circa 500.000 tonnellate recuperate a livello nazionale;
  • i rifiuti da spazzamento stradale costituiscono il 2,6% dei rifiuti da raccolta differenziata
  • i dati ISPRA si riferiscono alla sola quota di rifiuti da spazzamento stradale effettivamente avviati a recupero;
  • la mancata separazione dei rifiuti da spazzamento stradale dai rifiuti urbani indifferenziati, pratica ancora diffusa sul territorio nazionale, determina una sottostima della quantità prodotta;
  • laddove sono presenti impianti per la valorizzazione di tali rifiuti, con tecnologia avanzata che ne consenta un trattamento industriale proficuo e sostenibile, tale valore è nettamente superiore.

Se si considerano i dati ASSOREM (Associazione Recupero di Materiali) relativi agli impianti degli Associati, considerando una media di produzione potenziale di rifiuti da spazzamento stradale nel range di 17 ÷ 22 kg/anno pro-capite, il quantitativo totale di circa 500.000 t di “rifiuti da spazzamento a recupero” (dato ISPRA 2022) si nota che:

  • la popolazione effettivamente servita è in un range tra il 44 e il 34% della popolazione totale;
  • una quota importante del totale del flusso potenziale di tali rifiuti è ancora avviata a smaltimento e non viene differenziata dal rifiuto urbano.

Il D.Lgs. 121/2020, Allegato 8, punto 1, comma 2, specifica che “Al fine di escludere la necessità di sottoporre a trattamento i rifiuti da spazzamento
stradale (codice EER 200303) che prioritariamente devono essere avviati a recupero di materia è necessario che dalle analisi merceologiche risulti che il contenuto percentuale di materiale organico putrescibile non sia
superiore al 15%. Da un’analisi svolta da ASSOREM relativa al trattamento di un quantitativo di oltre 3 Mt di rifiuti da spazzamento stradale raccolti dal 2004 a oggi, il contenuto medio percentuale in peso di materiali organici
putrescibili può arrivare a circa il 31%.

Pertanto i rifiuti da spazzamento stradale non possono essere smaltiti in discarica tal quali, essendo rifiuti per i quali oggi esiste una concreta e vantaggiosa alternativa di recupero e riutilizzo, oltre che criteri, linee
guida e il sopracitato decreto legislativo che ne vietano l’allocazione tal quali in discarica, in ragione del contenuto di sostanza organica putrescibile.
Inoltre, il trattamento dei rifiuti da spazzamento stradale in impianti di recupero di materia apporta anche un beneficio economico alla collettività, grazie alla possibilità di applicare tariffe inferiori a quelle abitualmente praticate dagli impianti di smaltimento (discariche, termovalorizzatori).

Negli impianti di recupero dei rifiuti da spazzamento stradale la tecnologia applicata per la rimozione dei contaminanti è basata sul processo di lavaggio “soil-washing”, come quello effettuato da SPA srl. Questo trattamento è la tecnologia più utilizzata perché consente di recuperare le frazioni inerti, (sabbie, ghiaie, ghiaietti, ghiaioni, ecc.), e la frazione ferrosa, riducendo significativamente la quantità residua di rifiuto destinata a smaltimento.
In Italia sono oggi presenti 18 impianti dedicati al trattamento dei rifiuti da spazzamento stradale così dislocati: 12 nel Nord, 4 al Centro e 2 nel Sud.

Come descritto dal rapporto, gli impianti di trattamento a umido dei rifiuti derivanti dallo spazzamento sono in grado di recuperare mediamente oltre il 90% del rifiuto conferito (frazioni complessivamente avviate a recupero rispetto alle frazioni avviate a smaltimento).

SPA srl conferma ampiamente il dato, attestandosi  nel 2023 su quasi il 98% di materiale recuperato rispetto al rifiuto conferito .

I vantaggi del recupero di tali rifiuti tramite processo di lavaggio, sono numerosi:

  • riduzione del ricorso a nuove discariche e di apertura di nuove cave per inerti naturali
  • possibilità per le imprese di costruzioni di rifornirsi di materiali che a parità di prestazioni hanno prezzi più vantaggiosi rispetto ai materiali naturali
  • per la collettività, la tutela dell’ambiente e la salvaguardia della salute umana.

Tuttavia, sono presenti ancora numerosi ostacoli che non permettono al settore di offrire un sostanziale contributo al raggiungimento degli obiettivi dell’economia circolare.

Nel caso dei rifiuti da spazzamento stradale la mancata separazione dai rifiuti urbani indifferenziati, ancora molto diffusa, comporta una sottostima dei
quantitativi reali e potenziali. Il potenziamento dell’attività di raccolta, con una corretta separazione di tali flussi di rifiuti, permetterebbe, soprattutto nelle grandi città e nei capoluoghi, di aumentare i quantitativi di rifiuti urbani
avviati a recupero di materia.

Sarebbe inoltre necessario ricorrere a misure più restrittive di controllo da parte delle Amministrazioni pubbliche affinché i gestori del servizio di igiene urbana adottino procedure per separare in modo corretto il flusso dei rifiuti da pulizia delle strade dal flusso dei rifiuti indifferenziati destinati a smaltimento.