Impianto

L’impianto ha una capacità complessiva di 60.000 ton/anno ed attualmente è in grado di trattare tutti i rifiuti solidi provenienti dalle manutenzioni di superfici lastricate (es. terre di spazzamento), dall’attività di depurazione (es. sabbie di depurazione, di spurgo calditoie stradali), di scavo e di movimentazione (es. macerie, terre). L’elenco esaustivo delle tipologie di rifiuti non pericolosi trattabili in impianto si trova nella relativa tabella.
L’impianto è stato concepito e realizzato sulla base di un progetto specifico con un duplice scopo: separare consistenti quantità di materiale di risulta nelle sue componenti e gestire le tipologie derivate in maniera meno problematica ed onerosa rispetto allo stoccaggio eterogeneo.
L’impianto è in grado di trattare mix estremamente diversificati di materiali in relazione alle diversità stagionali ed alle aree di raccolta del rifiuto.
• I materiali di risulta dall’attività di spazzamento strade e piazzali sono sottoposti ad un ciclo di lavorazione finalizzato alla separazione per classi di granulometria ed alla loro inertizzazione.
• I liquami ed i fanghi decadenti dall’attività di spurgo caditoie stradali e fognature sono separati nelle loro componenti solida e liquida. La frazione liquida, carica di sostanza organica, è avviata a depurazione; mentre la frazione solida è recuperata e rivalorizzata per l’utilizzo in edilizia.
I materiali solidi inerti, sono sottoposti ad un ciclo di lavorazione finalizzato alla separazione non solo per classi di granulometria, ma anche per peso specifico, così da ottenere un materiale di recupero di composizione molto più omogenea dei normali impianti per la vagliatura.

Descrizione del processo
• Ricezione degli automezzi: dopo la verifica della documentazione (formulari di identificazione dei rifiuti, autorizzazioni al trasporto dei rifiuti, referti analitici ecc.), gli automezzi in ingresso vengono pesati; successivamente il personale procede ad un controllo visivo dei rifiuti trasportati, al fine di valutarne la compatibilità con i rifiuti autorizzati all’ingresso. Se il controllo ha esito positivo, si dà autorizzazione allo scarico, nell’area coperta dedicata al ricevimento e allo stoccaggio dei rifiuti in entrata.
• Messa in riserva: la messa in riserva dei rifiuti conferiti in attesa del trattamento avviene in due aree distinte. Il materiale umido è depositato all’interno di una vasca interrata, con pavimentazione impermeabilizzata e inclinata in modo da garantire che i liquidi rilasciati dal rifiuto durante il deposito e le operazioni di scarico siano convogliati allo scarico delle acque industriali. Il materiale asciutto è depositato in container nell’area dedicata.
• Processo di trattamento del rifiuto: Una prima separazione avviene tramite un vaglio rotante in grado di estrarre le componenti con Ø ≥ 40 mm. Nello scarto confluiscono la componente organica (fogliame e legno) ed i materiali ingombranti (carta, plastica, vetro, metalli ed affini). Lo smaltimento di questa frazione di rifiuto viene differenziata al fine di ottimizzarne le condizioni economiche e l’impatto ambientale.
Il successivo stadio prevede la cernita del materiale di origine ferrosa per mezzo di un separatore magnetico. I metalli sono avviati a recupero. La frazione con Ø ≤ 40 mm, quindi, è separata nelle due componenti con peso specifico superiore a 1,3 t/m³ e peso specifico inferiore a 1,0 t/m³, tramite l’utilizzo di un vaglio a piani mobili e di un separatore idraulico. Contemporaneamente alla separazione si effettua anche il lavaggio del materiale. Dalla prima, più pesante, si ottiene un materiale inerte (ghiaia e principalmente sabbia). Questa frazione può essere direttamente destinata al riutilizzo in edilizia e per la realizzazione dei sottofondi stradali. Si ottiene così il duplice vantaggio ambientale di ridurre la saturazione delle discariche e di evitare un ulteriore sfruttamento del suolo per la produzione di nuovi inerti per edilizia. Dalla seconda, più leggera, è isolata una classe sostanzialmente composta da materiale organico di piccole dimensioni.
• Deposito del materiale recuperato (MPS)
Al termine della linea di trattamento il materiale recuperato è stoccato all’interno del capannone all’interno di vasca in cemento e successivamente stoccato nell’apposita area di piazzale esterna al capannone.
• Trattamento delle acque di scarico
Le acque reflue di lavaggio vengono inviate alla linea di trattamento chimico-fisico realizzato in conformità alla A.D. n. 561 del 28/12/2012.